Web Design
Landing page o sito web? Quando basta una pagina sola
A volte un sito intero è la risposta sbagliata a una domanda giusta. Se hai una campagna, un lancio o una sola offerta, una pagina fatta bene converte meglio di dieci pagine fatte per completezza.
Un sito e una landing page non sono la stessa cosa fatta in misure diverse. Un sito racconta chi sei e lascia scegliere dove andare: servizi, portfolio, contatti, blog. Una landing page fa l’opposto: toglie tutte le uscite tranne una.
Il segno che ti serve una landing, non un sito
È sempre lo stesso: hai un solo obiettivo e una scadenza. Un corso che parte a ottobre. Un’offerta di apertura. Una campagna a pagamento su cui stai per mettere dei soldi.
In tutti e tre i casi il visitatore non arriva per conoscerti: arriva perché ha cliccato una cosa precisa, e ogni link in più che gli metti davanti è un modo per farlo uscire prima di decidere.
Il conto che sorprende: su una campagna a pagamento, mandare il traffico sulla home invece che su una pagina dedicata è il modo più comune di sprecare il budget. Paghi il clic e poi offri all’utente sei strade diverse.
Perché «una pagina» non vuol dire «poco lavoro»
È la parte che si capisce solo dopo. In un sito, se una pagina non convince, il visitatore ne apre un’altra. In una landing non c’è un’altra: l’ordine in cui metti le cose è tutto, e va deciso in base a cosa la persona vuole sapere e in che momento.
Il lavoro si sposta dal costruire allo scegliere: cosa dire per primo, quale prova mettere subito dopo, dove piazzare l’unico pulsante e quante volte ripeterlo.
E se poi il sito mi serve lo stesso?
Succede spesso, e non è un problema: una landing fatta bene è il primo pezzo del sito. Le scelte già prese (colori, tono, come si presentano i servizi) valgono anche dopo, e la pagina resta viva come punto d’atterraggio delle campagne.
L’ordine sbagliato è l’altro: fare il sito grande sperando che regga anche le campagne, e accorgersi a metà che serviva una pagina dedicata.
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