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Quanti post servono davvero al mese?

La risposta che gira è «uno al giorno», ed è il consiglio più caro che ti possano dare. Il numero giusto è quello che riesci a tenere per dodici mesi, non per tre settimane.

· 5 min di lettura

Un calendario da parete con solo alcuni giorni del mese cerchiati a pennarello

Nessuno ha mai smesso di seguire una pagina perché pubblicava poco. Si smette di seguirla quando smette di dire qualcosa, oppure quando sparisce per due mesi e poi torna come se niente fosse.

Il «uno al giorno» che leggi ovunque non è sbagliato in sé: è sbagliato come punto di partenza. Nasce da chi ha una redazione, e viene ripetuto a chi ha un negozio da mandare avanti.

Il numero giusto è quello che reggi a dicembre

Prova a fare questo conto, che è l’unico che conta davvero: quanti post riesci a preparare nella settimana peggiore dell’anno? Quella con l’inventario, l’influenza, la fiera, i due dipendenti in ferie.

Quel numero è il tuo ritmo. Tutto quello che pubblichi in più nelle settimane buone è un regalo; tutto quello che ti imponi al di sopra è un debito che paghi con due mesi di silenzio.

Il conto che sorprende: una pagina che pubblica due volte a settimana per un anno fa 104 contenuti. Una che pubblica ogni giorno per due mesi e poi si ferma ne fa 60, e chiude l’anno con dieci mesi di niente. La seconda sembrava più ambiziosa.

Non tutti i post costano uguale

È il pezzo che si dimentica quando si ragiona a numeri. Una foto del prodotto arrivato stamattina costa cinque minuti. Un carosello che spiega come si sceglie una taglia costa mezza giornata fra testo, grafica e revisione.

Un piano sensato li mescola: pochi contenuti costruiti, molti contenuti veloci. Se pianifichi solo cose costruite, il piano salta al primo imprevisto; se pubblichi solo cose veloci, dopo un po’ la pagina non dice più niente.

Le tre domande che valgono più di un calendario

Cosa ti chiedono sempre? Le domande che ricevi in negozio o in chat sono contenuti già scritti, e sai già che interessano.

Cosa non si vede? Il lavoro dietro, il fornitore, il perché di un prezzo. È la roba che fa fidare, e ce l’hai solo tu.

Cosa succede questa settimana? Un arrivo, un orario che cambia, un evento. Costa poco e serve a ricordare che sei vivo.

Quando conviene farlo fare a qualcun altro

Il momento è sempre lo stesso: quando ti accorgi che rimandi il post per non farlo male. Non è pigrizia, è che la parte più faticosa non è pubblicare: è decidere cosa dire. Quella si può preparare in blocco una volta al mese, e il resto diventa esecuzione.

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