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Link in bio: cosa metterci e in che ordine
Hai poco spazio e dieci cose da far fare alle persone. L’errore comune non è sceglierne una sbagliata: è metterle tutte, nello stesso ordine in cui ti sono venute in mente.
Il link nella bio è la porta per uscire dai social. Tutto il resto (post, storie, reel) vive dentro casa loro. Quel link è il punto in cui una persona passa dall’essere pubblico all’essere un contatto.
Instagram ne accetta più d’uno, ma chi arriva tocca il primo che vede. Per questo conviene metterne uno che porti a tutto il resto, e curare bene la pagina dietro.
Per questo la pagina dietro conta più di quanto sembri. Non è un elenco: è una decisione su cosa vuoi che succeda.
Il primo posto vale quanto tutti gli altri messi insieme
Chi arriva lì ha appena visto un tuo contenuto ed è incuriosito, non determinato. Guarda la prima voce, forse la seconda, e se non trova quello che cercava se ne va.
Quindi la domanda giusta non è «cosa posso mettere» ma «cosa faccio fare a chi arriva adesso». Per un ristorante è prenotare. Per un negozio è sapere dove sei e quando sei aperto. Per un professionista è scrivere.
Un effetto che si nota solo misurando: ogni voce in più toglie clic a quelle sopra. Non è che le persone scelgono meglio con più opzioni: scelgono di meno, e più lentamente.
Un ordine che funziona quasi sempre
1. L’azione principale. Una sola, scritta come un verbo: Prenota un tavolo, non Prenotazioni.
2. La cosa più cercata. Il menu, il listino, gli orari, il catalogo. Quella che ti chiedono ogni giorno.
3. Dove sei. Mappa o indirizzo, se hai una sede. Va prima di qualunque link social.
4. Il resto. Sito, altri profili, novità del momento. Sotto, senza rimorsi.
Il link in bio non sostituisce il sito
È la confusione più frequente, e costa. Una pagina di link è un centralino: smista, non racconta. Non si posiziona su Google, non ti appartiene davvero e non regge una descrizione lunga.
Ha però un vantaggio vero: si cambia in trenta secondi. È il posto giusto per quello che dura poco (un evento, una promozione, un’apertura straordinaria), mentre quello che dura sta sul sito.
Come si capisce se funziona
Guardando due numeri: quanti aprono la pagina e quanti cliccano qualcosa. Se il secondo è molto più basso del primo, non è colpa del traffico: è l’elenco che non aiuta a scegliere. Di solito si risolve togliendo, non aggiungendo.
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